Negli ultimi anni si è affermata una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, anche nel campo della moda. I costi della fast fashion hanno infatti un fortissimo impatto sull’ambiente, con quasi 100.000 tonnellate di rifiuti prodotte ogni anno e la responsabilità di circa il 10% delle emissioni globali di CO2, perciò è utile informarsi per comprendere come rendere il proprio armadio più ecologico. Un buon punto di partenza è imparare a conoscere i tessuti: ogni fibra ha un ciclo di vita e un processo produttivo con un diverso impatto sull’ambiente, dalla coltivazione o produzione, fino ai trattamenti ed allo smaltimento. Quali sono quindi i tessuti più sostenibili ed ecologici?
Quali tessuti scegliere per una moda sostenibile
Lino
Derivato dall’omonima pianta, il lino è una delle fibre più antiche al mondo ed è considerato tra i tessuti più sostenibili. La sua coltivazione richiede infatti pochissima acqua, è una pianta che cresce bene anche in terreni scarsamente fertili ed ha una grande capacità di assorbimento di CO2. Con la fibra ricavata dalla pianta di lino si ottiene un tessuto traspirante e resistente, molto apprezzato durante la stagione estiva e utilizzato ad esempio per stole leggere. Se non trattato o se tinto con coloranti naturali, il lino è inoltre completamente biodegradabile, per questo è sempre più ricercato da chi promuove una moda sostenibile.
Canapa
Insieme al lino, la canapa è una delle fibre tessili naturali più sostenibili per l’ambiente. La pianta da cui si ricava la fibra ha infatti una crescita spontanea, non richiede grande apporto di acqua né utilizzo di altre sostanze chimiche per il mantenimento. La sua filiera produttiva è quindi particolarmente ecologica e con un ridotto impatto ambientale. Per questo, la canapa così come il lino è una delle poche fibre che può essere definita ecologica anche senza bisogno di una certificazione di filiera controllata.
Lana
La lana ha una storia antichissima e si ritiene sia utilizzata dall’uomo fin dalla preistoria. È una fibra molto morbida, traspirante e termoregolatrice, ed è anche considerata una delle più ecologiche poiché ricavata da materiali organici e quindi biodegradabili. Nel caso della lana è però importante assicurarsi che la sua produzione derivi da filiera certificata: questo garantisce al consumatore finale che gli animali siano tutelati e che i terreni adibiti al loro pascolo non siano sfruttati in modo intensivo. Un’altra opzione che garantisce la sostenibilità della lana o del cashmere è l’indicazione che si tratti di un tessuto riciclato o rigenerato, come per i nostri prodotti in eco cashmere.
Cotone biologico
Infine, nella moda sostenibile può trovare spazio anche la fibra di cotone, purché derivi da una coltivazione biologica. Le coltivazioni intensive tradizionali hanno infatti un altissimo impatto ambientale ed anche sociale, a causa dell’utilizzo indiscriminato di pesticidi e diserbanti, del prosciugamento delle falde acquifere e dello sfruttamento dei lavoratori. Negli ultimi anni si sono quindi affermate piccole coltivazioni di cotone biologico, condotte con forme di agricoltura più etica e sostenibile. Per ottenere la certificazione di cotone bio è necessario inoltre che tutto il ciclo di lavorazione del tessuto abbia un basso impatto ambientale.
L’impegno di Nicki Colombo per la sostenibilità
In Nicki Colombo siamo da sempre attenti all’ambiente e da alcuni anni siamo impegnati in un percorso di evoluzione dell’intera filosofia e produzione aziendale. Non solo ci rivolgiamo a fornitori selezionati con attenzione per i migliori filati certificati, ma scegliamo di utilizzare materiali di riciclo anche per packaging, buste e confezioni in genere. Il nostro obiettivo è di ridurre sempre di più il consumo di risorse naturali, nel pieno rispetto degli obiettivi posti dall’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile. In questo modo, potremo garantirti di indossare un prodotto di qualità che sia allo stesso tempo etico ed eco-sostenibile.

