Come nasce un tessuto: la trattura della seta

Simbolo di leggerezza ed eleganza, la seta è da sempre uno dei tessuti più amati dal mondo della moda. La sua storia lunga millenni affonda le radici nella tradizione dell’antico impero Cinese, ma ha rivestito una grande importanza anche per la produzione artigianale del nostro Paese, dalla Lombardia alla Sicilia. Oggi questa tradizione rischia di scomparire, in favore di tessuti sintetici e più economici: sempre più produttori italiani scelgono infatti di non investire più nella filatura della seta, un procedimento lungo e costoso, preferendo eventualmente tessere un prodotto filato altrove.
Eppure questa produzione lenta e artigianale può trovare ampio spazio in un armadio sostenibile e dare vita a capi bellissimi e duraturi, da conservare con cura. Se vuoi sapere qualcosa in più su come nasce un tessuto così raffinato, oggi parliamo della seta e della sua produzione: dal bozzolo al filato.

La produzione della seta: tutte le fasi della sericoltura

La bachicoltura: gelsi e bachi da seta

Tutto ha inizio da un baco, o per la precisione dalla larva del Bombyx Mori. Questa specie particolare di farfalla si nutre si foglie di gelso e diversi millenni fa si fece notare, secondo la leggenda, da un’imperatrice cinese che diede poi vita alla tradizione della sericoltura.
Diverse sono le caratteristiche che rendono il baco così speciale. Alla nascita è grande appena un paio di millimetri, ma dopo poche settimane raggiunge i 6 centimetri di lunghezza: una crescita esponenziale unica nel mondo animale. Una volta raggiunga la maturità, il baco inizia a produrre una bava sottile con la quale si avvolge completamente in un bozzolo per trasformarsi in crisalide. Questo filo continuo prodotto in soli 3 o 4 giorni raggiunge centinaia di metri di lunghezza e si trasformerà, dopo le fasi successive della sericoltura, proprio nella nostra seta.

La trattura della seta

Una volta prodotto il bozzolo, arriva la fase più importante per la produzione del filato di seta: la trattura. I bozzoli vengono fatti passare in un essiccatoio per eliminare i bachi e poi immersi nell’acqua calda per dipanare il filo: in questo modo si ammorbidisce la sericina, la sostanza gommosa che mantiene compatto il bozzolo stesso. Eliminato lo strato di sericina è possibile cercare il capofilo e procedere a dipanare il filamento.

Dal filato al tessuto finito

Una volta dipanato il bozzolo arriva la fase della torcitura, fondamentale per produrre un filo adatto a trasformarsi in tessuto. Attraverso specifiche lavorazioni, il filato di seta greggia viene torto, pressato e trattato in modo da poter essere utilizzato nelle successive fasi di lavorazione quali tessitura e stampa. Oggi gran parte del filato greggio di seta viene importato da altri Paesi, ma diverse aziende italiane si occupano ancora della torcitura e della stampa su seta, una tradizione importante soprattutto nel distretto di Como.

L’importanza della tradizione artigianale della seta

Nel nostro territorio sono nati di recente diversi progetti, come ad esempio Serinnovation, volti a conservare l’antica tradizione della seta, un saper fare artigianale che rischia oggi di scomparire. La produzione della seta a partire dall’allevamento dei bachi è un processo molto lungo e complesso, ma crediamo che sia importante cercare di mantenere viva la tradizione che rende questo filato così speciale e ci impegniamo perciò a promuovere le iniziative dei piccoli produttori locali.

Sapevi che come famiglia Colombo abbiamo collaborato con diverse storiche filande di seta italiane? Continua a seguirci per scoprire un po’ della nostra storia, ti racconteremo di più nei prossimi articoli.